(sala effe) — spazio per l’arte contemporanea, Cremona

Cassa di risonanza sperimentale per l’arte contemporanea, (sala effe) nasce con l’intento di generare connessioni tra pubblici trasversali, in dialogo con la città e con la scena contemporanea internazionale.
Il progetto porta nel suo nome quelle effe intagliate nel corpo del violino stesso, da cui il suono prende vita, ma richiama anche la prestigiosa sede che lo ospita.
Luogo pulsante e di connessioni, lontano da logiche commerciali e blockbuster, (sala effe) ospiterà nel tempo progetti dai linguaggi innovativi, che si alterneranno su un duplice binario: quello delle mostre curate, con nuove produzioni e importanti prestiti di opere, e quello delle mostre su collezioni private, che rappresentano un tassello significativo – e fino ad ora in Italia pressochè inesplorato – della programmazione, con la finalità di rendere accessibile al pubblico le collezioni prescelte con un’attenta curatela e selezione.
L’indole di (sala effe) è quella dello spazio aperto, vivo, che segue un approccio più vicino alla metodologia sperimentale di un laboratorio che a un museo.
Ogni mostra è concepita come un progetto in itinere, riconfigurabile, che continua a vivere dopo l’opening anche attraverso riallestimenti, attivazioni multidisciplinari ed eventi aperti alla città.
Il primo progetto espositivo di (sala effe) sarà la mostra “La terra piatta è una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare”, a cura di Paolo Zani, con opere di Mariia Andreeva, Alighiero Boetti, Caleb Considine, Racheal Crowther, Giorgio de Chirico, Rineke Dijkstra, Jason Dodge, Peter Fischli e David Weiss, John Gerrard, Tarik Kiswanson, On Kawara, Paul Kos, Diego Perrone, Paola Pivi, Pietro Roccasalva, Hans Schabus, Damon Zucconi.
Dal 19 settembre fino al 14 marzo, la mostra è incentrata sul concetto di spazio-tempo, inteso come metafora di una realtà che non è mai assoluta, ma sempre soggetta a interpretazione, modifica e a una continua ricerca della verità.